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Chapter: Italy

L'Arbitrato

L'ARBITRATO
Le parti non accettano spesso il modo in cui le loro controversie sono risolte dall’autorità giudiziaria, il che richiede troppo tempo e spesso è frutto di ragionamenti formalistici effettuati ad eccessiva distanza dalle parti.
L’arbitrato è un procedimento alternativo disponibile alle parti per la risoluzione di controversie interne e internazionali.
Nelle controversie internazionali, quando una parte non è in grado di imporre all’altra che le eventuali controversie siano decise dalla propria autorità giudiziaria, l’arbitrato può essere una soluzione interessante e spesso addirittura necessaria.
L’arbitrato può essere organizzato direttamente dalle parti stabilendone esse stesse le regole o facendo riferimento a un regolamento già esistente. Tali arbitrati sono in genere denominati ad hoc.
In caso contrario le parti sottopongono la controversia ad una istituzione arbitrale, quale la Corte Arbitrale Europea, che nomina l’arbitro il quale procede poi in base al regolamento di tale istituzione.
Le parti sono invitate vivamente a provare l’arbitrato, scegliendo attentamente l’arbitro.
Il regolamento arbitrale. Le controversie commerciali e relative a investimenti esteri.
Il presente regolamento è stato predisposto per risolvere controversie tra privati, frequentemente denominate controversie commerciali, (anche se esse non sono necessariamente solamente commerciali e possono riguardare anche diverse controversie relative a diritti del quale le parti possano liberamente disporre).
La Delegazione Italiana è a disposizione per fornire comunque informazioni e indicazioni circa controversie con lo stato ospite aventi per oggetto investimenti esteri.

LARBITRO UNICO
Esiste nel mondo dell’arbitrato la tradizione di nominare tre arbitri. Quando vi sono solamente due parti ciascuna parte nomina un arbitro e il terzo viene generalmente nominato dall’istituzione arbitrale.
Tale meccanismo non funziona peraltro quando le parti sono più di due, a meno che diverse di esse formino un unico gruppo che nomina un solo arbitro.
A meno che le parti abbiano disposto diversamente, la Corte Arbitrale Europea nomina un solo arbitro. Ciò riduce i tempi e i costi del procedimento.
All’arbitro è richiesto di decidere entro sei mesi e comunque non oltre un anno.
Il tempo è molto importante per la parte che ha ragione.
Il presente regolamento prevede che l’arbitro debba decidere entro sei mesi, termine che può essere aumentato due volte ciascuna al massimo per tre mesi solo qualora vi siano motivi importanti per disporre in tal senso.
In controversie estremamente complesse la durata può essere ulteriormente prolungata.
Viene spesso fatto riferimento agli arbitrati che si svolgono in base a questo regolamento con la seguente formula
“un arbitro unico che deve decidere entro sei mesi”

DIALOGO COSTRUTTIVO
Il presente regolamento richiede all’arbitro di non rimanere troppo distante dalle parti e di creare un dialogo con esse, ponendo loro questioni per chiarire le loro domande e argomentazioni e per far loro illustrare le parti dei loro documenti sulle quali esse basano le proprie domande.

LE REGOLE DELLA PROVA
Il presente regolamento riconosce il diritto delle parti di sapere come saranno raccolte le prove da parte dell’arbitro, prima di decidere se sottoporre la controversia ad arbitrato.
Diversamente da molti altri regolamenti, vengono pertanto indicate dettagliamene le regole per l’assunzione della prova.

ULTERIORE INTEGRALE RIESAME DEL MERITO
La tendenza generale è di limitare l’esame della decisione arbitrale ai soli errori di procedura. Di conseguenza gli errori in fatto e di valutazione e gli errori in diritto sostanziale non possono essere oggetto di riesame.
Il Regolamento Internazionale della Corte non condivide tale approccio e prevede, nelle giurisdizioni che non lo vietano, un riesame totale del merito della decisione di primo grado da parte di un collegio di tre arbitri tutti nominati dalla Corte Arbitrale Europea, il quale deve decidere entro sei mesi (al massimo entro un anno), riesaminando l’intera causa.
A tal fine è necessaria l’autorizzazione della nostra Istituzione Arbitrale a sottoporre la controversia al tribunale arbitrale di appello. L’autorizzazione è concessa qualora la parte soccombente depositi presso questa Istituzione la somma capitale e gli interessi che la decisione di primo grado ha posto a suo carico. Il deposito può comprendere i costi per il procedimento arbitrale di appello.
Lo stesso vale quanto alla parte che sia risultata soccombente almeno parzialmente.
Tale meccanismo produce il risultato non trascurabile che la decisione di primo grado è interamente rivista nel merito e che la decisione arbitrale di appello non è semplicemente eseguibile attraverso ricorsi all’autorità giudiziaria, ma è eseguita in quanto il girono stesso della decisione d’appello la somma depositata viene attribuita dagli arbitri alla parte che ha ad essi diritto in base alla propria decisione.

I REGOLAMENTI DELLA DELEGAZIONE ITALIANA
La Delegazione Italiana ha messo a punto prima del 1997 dei Regolamenti che si applicano ai procedimenti con sede in Italia tra parti tutte italiane in cui, per quanto non disposto dal regolamento o in contrasto con l’ordine pubblico procedurale, si applica la legge procedurale italiana.
1. Un Regolamento Accelerato per Arbitrati Rituali
2. Un Regolamento Accelerato per Arbitrati Irrituali
3. Un Regolamento solo su documenti.
 
LA SCELTA DI FONDO
La Corte Arbitrale Europea ha effettuato la scelta di fondo, che le procedure da essa amministrate non vadano caratterizzate, come altre, come una "clinica di lusso ", ma siano solo uno strumento al servizio delle parti.
 
I PUNTI FORTI
I regolamenti della Delegazione Italiana sono stati adatti al contesto giuridico ed economico italiano.
I Punti Forti dei nostri Regolamenti si possono sintetizzare come segue
Un Arbitro Unico con abbattimento degli onorari a circa un terzo (1/3).
•    Un termine di 6 massimo 12 mesi controllato attentamente dalla Corte.
•    Riunione preliminare con le parti per aiutarle a scegliere l’arbitro.
•    Tariffe contenute.
•    Instaurazione da parte dell’arbitro di un dialogo costruttivo con le parti.
•    Rispetto del diritto delle parti alla prova, escludendo sia gli antiquati capitoli di prova, che interferenze dell’arbitro nella scelta dei testimoni, con pieno diritto delle parti all’interrogatorio e contro-interrogatorio.
•    Richiesta all’arbitro di redigere un calendario della procedura.
•    Concentrazione delle udienze, discussione e decisione.

DEPOSITO DI UNA NUOVA DOMANDA DI ARBITRATO
La domanda di Arbitrato deve essere redatta in conformità al Regolamento Arbitrale della Corte Arbitrale Europea e va depositata presso la sede della Delegazione Italiana o presso la sede della Sezione territorialmente competente.
 
INFORMAZIONI
La Segreteria della Delegazione è a disposizione per maggiori informazioni allindirizzo delegazione.italiana@cortearbitraleeuropea.org

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